Dal XVI secolo

Cinque secoli
di storia.

La storia

Dalla dogana al
Leone d’Oro

Secondo la tradizione orale, qui sorgeva un tempo una stazione doganale della giurisdizione di Enna. Nel 1530 è documentata per la prima volta un’osteria – come affittuario viene citato il pellicciaio Hans Disner di Egna.

Risalgono a quest’epoca anche i preziosi dipinti murali della sala da pranzo, che allora probabilmente fungeva anche da sala del tribunale.

Veduta storica

Tappe

Cinque secoli attorno a un tavolo

1530

Prima menzione

Prima osteria documentata – un tempo stazione doganale della giurisdizione di Enna.

XVI sec.

Affreschi rinascimentali

Riportato alla luce nella sala da pranzo: lo stemma imperiale asburgico con l’aquila bicipite.

1928

Famiglia Pichler

Da quattro generazioni in mano alla famiglia – con il cuore e con una stretta di mano.

Affreschi con stemma imperiale

Il gioiello

Nel segno
dell’imperatore Carlo V

Elemento centrale degli affreschi è lo stemma dell’imperatore Carlo V. Di ritorno da Bologna, nel 1530 attraversò il Tirolo diretto alla Dieta di Augusta – e probabilmente fece sosta proprio qui a Montagna.

Negli otto campi della volta a crociera si celano raffigurazioni allegoriche; al centro della parete ovest spiccano lo stemma imperiale asburgico, lo scudo a fascia austriaco con cappello ducale e lo stemma del Tirolo sormontato da una corona d’alloro.

Rimasti coperti per secoli da uno strato di calce, i dipinti sono tornati alla luce solo negli anni ’70 e sono stati restaurati a regola d’arte nel 2009 – una rara testimonianza del Rinascimento in Sudtirolo.

Testimoni nascosti

Ritrovamento nel muro

Durante i lavori nell’area dell’attuale cucina, da un muro divisorio sono emerse antiche armi – testimoni silenziosi di tempi movimentati, che oggi appartengono alla casa.

Spada ritrovata nel muro

Una spada di rara qualità

Una spada a una mano e mezza della seconda metà del XV secolo, lunga oltre un metro e tuttavia leggerissima – segno di un’eccezionale arte fabbrile, probabilmente di origine tirolese. La lama è affilata ancora oggi, il marchio del fabbro è conservato con un intarsio in metallo non ferroso. Numerose tacche di colpi raccontano che con essa si combatteva nella „spada lunga“ – il duello sportivo dei nobili.

Alabarda ritrovata nel muro

Un’alabarda con una storia

Il ferro ben conservato di una delle prime alabarde risale alla seconda metà del XIV secolo. Un tempo montata su un’asta lunga due metri, era l’arma universale del fante. Che sia stata usata in combattimento lo rivela un punto piegato e poi raddrizzato alla base – un danno che solo un vero scontro può lasciare.

Cronaca

Cinque secoli di osti

Un tempo

Vedute d’epoca

La locanda e la piazza del paese in tempi passati. Cliccate sull’immagine per ingrandirla.

La famiglia

Quattro generazioni Pichler

Dal 1865 in mano alla famiglia, dal 1928 con il nome Pichler: da Lambert e Martha a Otto e Magdalena fino a Harald Pichler e Barbara Thaler – ospitalità vissuta, tramandata di generazione in generazione.

Mathias Pichler
Mathias Pichler
Maria Amplatz
Maria Amplatz
Lambert Pichler
Lambert Pichler
Martha Unterhauser
Martha Unterhauser
Otto Pichler
Otto Pichler
Magdalena Leni Scherlin
Magdalena „Leni“ Scherlin

La famiglia Pichler oggi
La famiglia Pichler oggi – Harald & Barbara con le figlie Johanna e Katharina

Vivere la storia

A tavola dove la storia vive

× ❮ ❯